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Ora basta, boicottiamo Israele
di Fabio Amato
Non vi sono parole a sufficienza per definire l’attacco della marina israeliana contro la nave di pacifisti diretta a Gaza. Criminale, brutale, vergognoso. Inaudito. Un atto criminale, di terrorismo di stato. Non esistono giustificazioni per un’aggressione senza precedenti. Al momento in cui scriviamo non sappiamo con esattezza quante e chi siano le vittime, a cui esprimiamo tutto il nostro cordoglio. Il bilancio ufficiale dice 10, oltre ad un numero imprecisato di feriti. La censura ferrea dei militari israeliani impedisce di conoscere i dettagli del sanguinoso attacco. Trapelano solo le loro veline tese ad avvalorare tesi insostenibili. Difficile capire il perché di una decisione cosi disumana, oltre che avventata politicamente, come quella di aprire il fuoco su civili di una missione umanitaria. Con questa azione Israele rimarrà ancora più isolata, compromettendo seriamente le sue relazioni con la Turchia. Aiuta il ravvicinamento della potenza turca con i vicini Iran e Siria, e il disegno della leadership di Ankara di allentare i legami storici del suo paese con Israele, legami garantiti dalla casta militare con cui il governo Erdogan ha in corso un difficile braccio di ferro. Una Turchia, che, vale la pena ricordarlo, si fa paladina del popolo palestinese mentre continua a massacrare quello kurdo.Tutto il mondo arabo (ma non solo) è scosso da manifestazioni popolari di protesta. Si apre quindi uno scenario incerto, terribile, di nuove e antiche tensioni nel Medio Oriente, che potrebbe facilmente precipitare.
Tutta la comunità internazionale sta condannando l’attacco, con naturalmente toni diversi, ma anche significative eccezioni. Quelle del governo italiano, che non va oltre la deplorazione e il doveroso lutto per le vittime civili. Quelle del governo Usa, che al momento non va oltre un generico rammarico ed una esortazione a circoscrivere e fare piena luce su quanto accaduto. Gli Usa si trovano di fronte al rischio di veder saltare il loro sistema di alleanze nella regione. Il processo di pace, già fermo e morto da tempo, ma tenuto vivo solo attraverso colloqui indiretti voluti dagli Usa nonostante già destinati al fallimento, risulta definitivamente compromesso.
Non esistono giustificazioni plausibili, meno che meno quelle fantasiose che Barak, il laburista ministro della difesa israeliano, protagonista già di piombo fuso e del massacro della Striscia di Gaza, sta cercando di usare per addebitare alle vittime la responsabilità dell’accaduto. Che lui lo faccia, anche se scandaloso, non ci meraviglia. Molto meno che a sposarne la tesi siano anche esponenti del governo italiano. Il sottosegretario Alfredo Mantica definisce la missione umanitaria una «volontaria provocazione». Lo stesso fa la vice presidente della commissione esteri della camera Fiamma Nirestein. Il ministro degli esteri Frattini si augura che non si interrompano i negoziati di pace. Qualcuno lo avverta che sono belli che interrotti, fermi e bloccati, i negoziati.
Per volontà di Israele e del suo amico Bibi Netanyau, che continua a costruire colonie ed insediamenti, il muro dell’apartheid, come del resto hanno fatto tutti i suoi predecessori da Oslo in poi, seguendo il principio di prendere più terra possibile, per lasciare il nulla, o al massimo una groviera di città divise fra loro, ai palestinesi.
Oggi è il momento dello sdegno, della protesta, della giusta e sacrosanta indignazione. Ma è anche il momento di affermare con più forza l’assoluta necessità di rilanciare il movimento di solidarietà e per il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese. Una questione aperta da sessanta anni e che se non risolta aprirà nuove e più laceranti ferite fra nord e sud del Mediterraneo. Israele va messa di fronte alle sue responsabilità politiche e storiche. E per farlo non serve l’atteggiamento consolatorio, complice, o di sudditanza come quello ad esempio del nostro governo (come anche di parte dell’opposizione parlamentare), che si fregia di essere il miglior amico di Israele in Europa.
Serve, all’opposto, dimostrare un’univoca volontà politica di non tollerare più gli abusi, le violazioni del diritto internazionale che in nome dello stato di necessità vengono sistematicamente tollerate. Non basteranno dichiarazioni. Lo sosteniamo da tempo, lo ripetiamo con insistenza oggi. L’Unione Europea e i suoi governi sospendano tutti i trattati di cooperazione economica, militare e commerciale con Israele. Lo stesso facciano l’Italia e la comunità internazionale, Usa compresi. Altrimenti nulla cambierà nella politica israeliana. Non basteranno commissioni d’inchiesta, pur necessarie. Abbiamo visto quale fine abbia fatto il rapporto Goldstone sui crimini di guerra a Gaza: ignorato.
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24 aprile 1945 : LIBERAZIONE DI NIGUARDA / 2010 : FINE DELLA DEMOCRAZIA
Gli ultimi atti del Governo Berlusconi dimostrano che il Paese è in rapida trasformazione e sta imboccando la via dell’autoritarismo.
Il Governo spinge verso questa svolta tagliando i finanziamenti all’editoria e alle emittenti private, controllando la stragrande maggioranza dei media e dei giornali e attuando una pesante censura dell’informazione televisiva.
A questo si aggiungono provvedimenti come il “Decreto salva liste” e il “legittimo impedimento” a esclusivo vantaggio degli interessi della Maggioranza di Governo che permettono ai potenti, seduti sulle loro calde poltrone, di cambiare la legge a loro favore.
Alla maggior parte della popolazione invece, oltre a far pagare la crisi attraverso cassa integrazione, mobilità e licenziamenti si chiede il rispetto delle regole mentre i padroni calpestano quotidianamente i diritti dei lavoratori.
Inoltre assistiamo al tentativo di cancellare la Resistenza Partigiana dai libri di testo dei licei per eliminare nelle coscienze delle nuove generazioni i valori democratici che hanno animato la lotta Partigiana.
Per riprendere in mano il nostro futuro e riaffermare i principi democratici occorre riavviare un processo di integrazione e coesione sociale che combatta tutte le forme di razzismo.
Il Partito di Rifondazione Comunista difende la Costituzione e i valori in essa contenuti frutto della Resistenza Partigiana.
Per questo invitiamo tutte/i a partecipare al
CORTEO ANTIFASCISTA
24 APRILE H 20,30.
VIA HERMADA – NIGUARDA
Circolo PRC “24 aprile 45”.
Via hermada, 8 Milano
e-mail: prcniguarda@libero.it
tel: 0266100160
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FESTA DI PRIMAVERA
COMITATO
NO ELIPORTO NEL PARCO NORD
Milano-Sesto-Cinisello-Cusano-Cormano-Bresso
noeliporto@gmail.com
http://noeliporto.wordpress.com/
FESTA DI PRIMAVERA
NEL PARCO NORD
DOMENICA 18 APRILE
ORE 14.30 INGRESSI PARCO NORD
· RACCOGLIERE TANTE FIRME ALLA PETIZIONE NO ELIPORTO;
· SPIEGARE IL PROGETTO CHE MINACCIA LA PACE E LA SICUREZZA
DEL PARCO E DELLE NOSTRE COMUNITÀ
· FESTEGGIARE CON TUTTI PERCHE’ IL PARCO E’ VITA E SOCIALITÀ
SERENA E GIOIOSA.
ORE 17.30 CASCINA CENTRO-PARCO
DA TUTTI I COMUNI I PARTECIPANTI CONVERGERANNO DAVANTI ALLA
CASCINA PER CANTARE E BALLARE ASSIEME
SARANNO CON NOI
I MATTATORI DEL MILANO CLOWN FESTIVAL, A BORDO DELLA
PICMOBILE, IRROMPERANNO NEL PARCO PER UN INTERVENTO DI
RIANIMAZIONE E SENSIBILIZZAZIONE DELL’OZIOSO VIANDANTE
LA CORALE LA BAITA DI BRESSO
CON CUI CANTEREMO LE PIÙ NOTE CANZONI POPOLARI
L’INIZIATIVA È PATROCINATA DAL COMUNE DI BRESSO
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IL 28,29 MARZO VOTA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA, barra il simbolo!
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La Federazione della Sinistra di Milano aderisce al “No Razzismo Day” del 6 marzo
Milano, 3 marzo 2010. “La Federazione della Sinistra di Milano aderisce convintamente alla manifestazione nazionale che si terrà a Milano il 6 marzo contro il razzismo, la xenofobia e l’omofobia, riteniamo l’iniziativa di grande rilevanza per rompere il clima opprimente di odio etnico e religioso che viene fomentato ogni giorno dalle forze di governo all’interno del paese, ci impegneremo pertanto a sensibilizzare e mobilitare al massimo tutti i nostri simpatizzanti per contribuire al meglio alla realizzazione di una grande giornata di mobilitazione a favore dell’integrazione e contro chi fomenta l’odio per affermare invece il diritto di cittadinanza basato sul principio di ius solis contro il ius sanguinis.”
CORTEO PIAZZA DUCA D’AOSTA ore 14,00- sabato 6 marzo
Il coordinamento della Federazione della Sinistra di Milano
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